Stufara (PRC) “No al piano di Thyssen-Krupp e del Governo: la ripubblicizzazione è l’unica soluzione”

Il fallimento della trattativa sul futuro dell’AST pone di nuovo i lavoratori e l’intera città di Terni di fronte ad uno scenario drammatico, determinato dalla volontà da parte di Thyssen-Krupp di porre la parola fine a 130 anni di siderurgia ternana e dall’incapacità del Governo nazionale di contrastarla con proposte industriali all’altezza della situazione.

Bene hanno fatto le forze sindacali a non chinare il capo tanto verso la multinazionale quanto verso il Governo e gli enti locali umbri, la cui proposta di mediazione, elaborata mentre al Senato si faceva carta straccia dello Statuto dei lavoratori, faceva propri gli obiettivi di Thyssen-Krupp rispetto al ridimensionamento occupazionale, senza peraltro offrire al cuna garanzia concreta sotto il profilo industriale.

L’intera vicenda dimostra la giustezza delle previsioni di quanti da subito, a fronte della radicale divergenza degli interessi economico-finanziari di Thyssen-Krupp rispetto a quelli dell’industria ternana e nazionale, hanno posto l’esigenza di un forte intervento pubblico nel settore siderurgico, attraverso l’acquisizione diretta dell’AST da parte dello Stato.

È evidente ormai l’incompatibilità di Thyssen-Krupp con il ruolo di conduzione di una realtà industriale strategica per il Paese quale AST, che invece con una proprietà realmente funzionale alle esigenze economiche ed occupazionali del sistema produttivo nazionale, potrebbe con forza rilanciarsi e misurarsi efficacemente nel mercato globale. Al contrario, il Governo lascia che Thyssen-Krupp continui a spadroneggiare, al punto da procedere già in queste ore all’annullamento del salario integrativo ed all’invio delle lettere di licenziamento. Dopo essersi fatta beffe della dignità dei lavoratori e delle massime istituzioni italiane, la multinazionale tedesca, di fatto, si accinge a cancellare definitivamente l’AST e, per questa via, a mettere in ginocchio Terni e l’intera Umbria.

Adesso si apre una nuova fase, che vede già impegnati nella mobilitazione gli operai e che necessita del contributo attivo del mondo del lavoro nella sua interezza, della cittadinanza, delle forze politiche e sociali, per impedire il realizzarsi dei piani tedeschi per Terni, opponendo ad essi una forza costituente in grado di imporre ai decisori politici l’adozione dei necessari interventi straordinari, per dare un futuro all’industria siderurgica cittadina e nazionale.

Ora più che mai, non un passo indietro.

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