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Non lasciamo sola la Grecia

La vittoria di Syriza in Grecia ha rappresentato un evento storico con – per la prima volta – la sinistra radicale alla guida di un governo sul continente, la riduzione ai minimi termini dei “socialisti”, l’aperta messa in discussione delle politiche dell’UE e della troika.

La sfida lanciata da Syriza ha suscitato grandi speranze nella sinistra europea ma anche una controffensiva durissima da parte degli altri governi dell’UE, della Commissione, della BCE, del FMI.

Lo stesso risultato del referendum, che ha rappresentato una clamorosa vittoria contro l’aperta ingerenza e le minacce dei vertici UE, ha ancor più inasprito l’atteggiamento verso la Grecia.

Le forze politiche e sociali della sinistra su scala continentale non sono riuscite a modificare l’orientamento dei propri governi nel mentre la Grecia subiva  un attacco concentrico.

In questo contesto difficilissimo il governo greco ha dovuto accettare una accordo dolorosissimo, in seguito al quale si è consumata una drammatica rottura all’interno di Syriza che comunque nelle elezioni anticipate ha riconquistato il consenso dei greci.

Il governo guidato dal compagno Alexis Tsipras sta affrontando sfide difficilissime cercando di accompagnare alle misure che ha dovuto subire riforme e interventi che colpiscono l’oligarchia e a sostegno dei ceti più deboli.

La vicenda greca dà la dimensione delle difficoltà che incontra un singolo paese nell’invertire l’impostazione neoliberista dell’UE.

Sono evidenti le contraddizioni che vive il tentativo dei nostri compagni di Syriza che da un lato devono proseguire il quotidiano braccio di ferro con la troika, e dall’altro essere oggetto della protesta dei settori sociali che subiscono le conseguenze delle misure imposte dall’accordo.

Senza nascondersi i problemi non si possono non vedere anche all’opera i media oligarchici, i partiti di opposizione e le organizzazioni sociali ad essi legati.

Assistiamo a una tendenza anche in settori delle sinistre radicali europee ad accodarsi a campagne di demolizione dell’esperienza di Syriza il cui obiettivo e/o risultato è quello di ribadire che in Europa non ci sono alternative alle politiche neoliberiste.

Riaffermiamo la nostra solidarietà alla lotta del popolo e del governo greco. Abbiamo la consapevolezza che solo mutando i rapporti di forza in Italia e in Europa riusciremo a essere effettivamente solidali con loro.

Non lasciamo sola la Grecia.

Ordine del giorno presentato dal compagno Maurizio Acerbo

approvato dal Comitato Politico Nazionale del PRC-Se, Roma 10 dicembre 2016

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