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Crisi e fallimento dell’Europa merkeliana. Intervista a Marco Revelli

Intervista a Marco Revelli di Argiris Panagopoulos 
“La politica mediterranea del governo greco è molto importante. L’incontro dei leader dei sette paesi dell’Europa del Sud rappresenta il tentativo di creare una coalizione tra i paesi che sono vittime dell’austerità. Il governo greco ha avuto una grande idea politica e di alto livello. La cosa positiva è che ad Atene si aprirà uno spazio politico per l’Europa mediterranea e il Mediterraneo, dentro il quale chi abbia idee forti e chiare potrà guadagnare il consenso, perché la politica degli altri è usurata”, ha sottolineato ad “Avgi” Marco Revelli.
Come le sembra l’incontro dei paesi dell’Europa del Sud ad Atene e per di più dopo a il recente incontro a Ventotene e le elezioni nello stato Maclemburgo – Pomerania…
“La politica mediterranea del governo greco è molto importante. L’incontro dei capi delle sette paesi del Sud Europa ad Atene rappresenta il tentativo di creazione di una coalizione tra i paesi che sono le vittime di austerità. Questa politica si deve essere rovesciare e non bastano piccoli miglioramenti. Si deve creare una prospettiva alternativa dii fronte al centro egoistico cha ha impostato l’austerità, una prospettiva di alternativa dal Portogallo fino alla Grecia e il Cipro. Almeno dai paesi che hanno le idee chiare su come potremo essere in grado di costruire una proposta alternativa.
In questo contesto l’Italia rappresenta un grande interrogativo. Aveva l’illusione che si poteva vivere di briciole, con piccole furbizie e sorrisi all’amica Merkel, giocando anche sui nostri disastri, come con il recente terremoto, per guadagnare stretti margini di allentamento del patto fiscale, cioè la possibilità di eludere il corsetto stretto dell’austerità per qualche miliardo di ero. Questa contraddizione non si può mantenre all’infinito senza rotture e decisioni coraggiose. Ad Atene, il 9 settembre avremo un evento importante, perché ci sarà un tentativo per spingere l’ago della bilancia ad un dall’altro lato. Il governo greco ha avuto una grande idea politica e di altissimo livello. Dobbiamo ringraziare il governo Tsipras. Ho una grande fiducia verso il vostro primo minimo e pochissima agli ai leader dei due paesi più grandi dell’incontro. Hollande ha dimostrato luglio scorso che non ha idee per l’Europa e oggi probabilmente non ha nemmeno un partito a causa della sua sterile politica e la sua mancanza di coraggio. La Francia ha avuto una clamorosa occasione per esercitare una politica il luglio del 2015. Ha rappresentato un test di verità. Poteva alzare la bandiera della politica sociale in Europa. Renzi è un illusionista, parla con slogan e frasi vuote e fino ad oggi segue una politica che la scrivono altri.
La cosa positiva è che ad Atene si aprirà un margine politico per l’Europa mediterranea e il Mediterraneo, dentro il quale che ha idee forti e chiare può ottenere il consenso, perché la politica degli altri è usurata. La speranza della Francia di salvarsi attraverso l’asse franco-tedesco e per di più legata alla locomotiva tedesca si trova in crisi a causa della crisi della politica di Merkel. La speranza di Renzi di sopravvivere con le elemosine non basta. La gente ovunque ha rivendicazioni e pretende il miglioramento della situazione che non arriva. Se il Sud Europa si muoverà nei prossimi mesi, con la possibilità la una prospettiva di alternativa anche il Spagna, forse si può cominciare di vedere il cambio degli equilibri anche in Europa. Il governo greco e il governo portoghese fanno un buon lavoro, in Gran Bretagna Corbyn va molto bene dentro il Partito laburista. Dobbiamo fare la politica. L’Europa ha dimostrato che le tendenze si auto-dissoluzione in luglio dello scorso anno, e non con Brexit. L’Europa si suicidò al momento che ha impostato alla Grecia l’accordo di luglio. Ha mostrato i due suoi enormi errori, il dogma dell’austerità e la mancanza di solidarietà. Due malattie che l’hanno portata alle spinte centrifughe. Il Brexit era emblematico. La crisi della Merkel dentro il suo paese è un altro esempio. Da questa crisi si può avere una Merkel più debole e più “tedesca”.”
Tra poche settimane si vota in Italia per la riforma costituzionale…
“La riforma propone la modifica di 40 articoli della Costituzione, trasformando una buona e democratica costituzione in una specie di caos istituzionale, perché i migliori costituzionalisti avvertono che la riforma è contraddittoria e che sarà applicata con molte difficoltà. La riforma in sostanza avanza le proposte della finanza internazionale, che con JP Morgan vuole la fine delle Costituzioni europee uscite dalla lotta antifascista perché proteggono i diritti dei lavoratori. Se vincerà il “no” alla riforma il governo avrà enormi problemi. L’establishment economico e politico, con il Financial Times in prima fila, si appoggiano alla paura sostenendo che perderemo la fiducia degli investitori e che il paese crollerà. Situazioni che avete vissuto anche voi in Grecia con il referendum contro l’allora piano Juncker. Voi siete riusciti di stare ancora nei vostri piedi criticando queste politiche. Ci auguriamo che gli italiani mostrino lo stesso orgoglio che avete mostrato luglio scorso. Il “no” dovrebbe essere tanto più comprensibile quando di capisce che dicono e che vogliono quelli che sostengono i “si” dell’oligarchia e della finanza europea.
Dobbiamo ribellarci non contro l’Europa, ma contro questa idea di Europa e contro la sua leadership. Lo abbiamo visto chiaramente in occasione dell’incontro di Renzi con Merkel e Hollande a Ventotene, che hanno fatto un uso scandaloso della isola simbolo che è stato scritto l’ormai famoso manifesto europeo per un’Europa unita, democratica, solidale e socialmente giusta. Renzi si è presentato a Ventotene come l’anello debole dell’asse europeo che ha imposto l’austerità e ci porta alla distruzione sperando di ottenere qualche briciola. Purtroppo, Hollande e Renzi sino andati ad un luogo cosi simbolico per l’Europa per tenere la mano di Merkel e dire completamente il contrario da quello che scrive il “Manifesto di Ventotene”. Hanno distrutto interi paesi e lo sapere prima e meglio di tutti.”
Merkel tuttavia sembra indebolita …
“Oggi non è la regina dell’Europa. Domenica scorsa ha avuto un grande sconfitta. La cancelliere è indebolita nel suo paese non perché è stata molto generosa agli altri popoli o ai rifugiati, ma perché non è riuscita a difendere le condizioni di vita di una grande parte del suo stesso corpo elettorale. In questo voto è stata espressa la reazione alla politica di immigrazione, ma anche quella per le sanzioni contro la Russia, con la quale imprese della regione avevano attività significative. Si è espressa la rabbia dei giovani disoccupati e del precariato dei nuovi mini jobs.
Merkel dopo la domenica è più debole anche di fronte gli altri paesi europei e ci sarà molto difficile per lei di rappresentare l’epicentro del Vecchio Continente, mentre dovrebbe essere ogni volta più “tedesca” e di rivendicare gli interessi del suo popolo contro gli altri popoli europei. Forse siamo di fronte dell’accelerazione delle forze centrifughe e il progressivo aumento della definizione di autonomia alcuni paesi. Da questi dell’Europa orientale di destra, come la Polonia e l’Ungheria, o dell’Europa del Nord o della ricca Europa, come l’Olanda.”
Articolo pubblicato su AVGI, giornale di Syriza
Fonte: pagina Facebook dell’Autore
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