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Situazione internazionale, Europa, sinistra. Le tesi congressuali di Syriza

In tutta l’umanità, in questa fase storica che attraversiamo, si sviluppa una guerra non dichiarata di lunga durata. A rischio è il carattere delle nostre società nei prossimi decenni. Le forze conservatrici dominanti cercano di imporre delle società in cui prevale una dura austerità e con una simultanea legittimazione ed aumento della repressione. Invece, le forze progressiste hanno l’obiettivo di una società in cui cercano di ottenere una società in cui la giustizia sociale e la democrazia saranno presenti . L’esito di questa guerra non è dato. In tutto il mondo e in particolare nei paesi più sviluppati le disuguaglianze crescono e si aggravano. Sempre di più una piccola percentuale della popolazione continua di avere una quota più preponderante e crescente della ricchezza.
Le disuguaglianze raggiungono livelli senza precedenti, mentre si espandono geograficamente e si aggravano socialmente ogni giorno con nuove connotazioni qualitative.
La costante intensificazione della crisi finanziaria ed economica alimenta e si alimenta dalla crisi sociale multiforme, umanitaria, culturale ed ecologica. L’insieme di tutti questi aspetti della crisi porta ad una crisi strutturale del capitalismo, la cui caratteristica è il trasferimento a lungo termine di energia e di risorse dal Sud al Nord e dall’Est all’Ovest e l’emergere di nuovi e potenti centri di interesse economico che pretendono una collocazione nella riclassificazione degli equilibri mondiali, un fatto che in pratica nega i dati conglomerati e istituzioni sovranazionali. L’aumento delle disuguaglianze a livello globale, regionale e nazionale accompagna l’insicurezza diffusa nel mondo, la tendenza alla militarizzazione della vita internazionale, che si accompagna alle guerre. Si intensifica la concorrenza per sfere di influenza e il controllo delle risorse produttive, che porta a contrapposizioni di forze di grandi e medie dimensioni, creando talvolta nuovi focolari di guerre.
Le conquiste democratiche risultano compromesse tanto all’interno dei singoli Stati che nelle relazioni internazionali. Il diritto dei popoli di scegliere il proprio percorso di crescita e la forma della loro organizzazione sociale, vale a dire la sovranità popolare, tendono di essere annullati nelle condizioni della globalizzazione capitalista neoliberale. Le istituzioni della democrazia si indeboliscono, mentre le istituzioni internazionali e di diritto internazionale si annullano quando lo impone l’interesse dei potenti gruppi capitalisti e dei centri imperialisti. Mai fino ad ora nella Storia i diritti politici e quelli sociali sono stati tra loro così indissolubilmente legati.
Le crisi generalizzate, la crescente disuguaglianza e le guerre portano ad enormi flussi di rifugiati ed immigranti e promuovono l’ascesa di forze reazionarie e fondamentaliste.
Oggi compito urgente è oggi quello di avviare iniziative di pace per il Medio Oriente e il Mediterraneo, con il contributo delle forze di Sinistra, in collaborazione con i sindacati e le altre organizzazioni sociali, attraverso iniziative di cittadini, con ogni forza pacifista, in un nuovo e multiforme movimento contro la guerra. In collegamento diretto con questo obiettivo è necessario un piano di pace per la democrazia in Siria, una giusta soluzione della questione palestinese, e considerare la questione di Cipro come un problema per la pace e la sicurezza nel Mediterraneo.
La crisi assume caratteristiche specifiche in Europa e nell’Unione europea, dove il modernizzato neoliberismo unito alle forze reazionarie dominanti nel Nord continua il suo tentativo dogmatico di imporre programmi di austerità ai paesi del Sud, accompagnato dalla progressiva “disidratazione” della democrazia e le restrizioni all’esercizio della sovranità popolare.
La regressione parziale delle forze di sinistra e progressiste in America Latina, la cui ascesa aveva invece segnato il decennio precedente, ha coinciso con i successi della sinistra in Grecia, in Portogallo, in Spagna, l’ascesa del Sinn Fein in Irlanda, il fenomeno Sanders negli Stati Uniti, e i mutamenti nella socialdemocrazia europea, come si è visto con l’affermazione di Corbyn nel Partito laburista britannico, ed i processi nella socialdemocrazia portoghese e spagnola sotto l’influenza della crescita della sinistra nella Penisola iberica. Tutto questo, insieme alle quattro successive vittorie elettorali di Syriza, potrebbe essere l’inizio del declino del neoliberismo e contemporaneamente potrebbe funzionare da catalizzatore di cambiamenti più generali.
La Sinistra oggi, insieme con la rappresentazione delle rivendicazioni del movimento operaio e la critica al capitalismo, che sono originati da questo movimento, è chiamata a resistere contro la strumentalizzazione della Ragione del Mercato, per difendere i valori libertari dell’Illuminismo, della democrazia e della giustizia sociale, le conquiste antifasciste del XX secolo, e a rifondare un programma di rovesciamento sociale e politico, il programma del socialismo del XXI secolo.
La multiformità delle condizioni socio-economiche e quella delle resistenze sociali, attualmente si manifesta nella diversità delle rappresentazioni politiche di Sinistra. Va sollevata però con urgenza la questione della composizione politica di tutti quelli che rappresentano le più ampie e convincenti maggioranze sociali. Queste maggioranze sociali, come dimostra la recente crisi dei rifugiati, racchiudono al loro interno espressioni di minoranze e organizzano iniziative di resistenza a multi livelli. In questo modo si aprono prospettive per una maggiore democrazia, mettendo in evidenza anche degli esempi nuovi e radicali di organizzazione sociale.
Diventa chiara quindi, la necessità di un rinnovamento e della costruzione di nuove alleanze sociali e politiche in Grecia, in Europa e nel mondo. Per la situazione di oggi diventa fondamentale la questione di un’organizzazione efficace e di cooperazione delle forze che partecipano al Partito della Sinistra Europea, e il dialogo e la cooperazione con i Verdi europei, nonché con tutte quelle parti di socialdemocratici che non tollerano più l’egemonia dal neoliberismo e resistono all’austerità e l’autoritarismo che la accompagna. In questo contesto, SYRIZA dovrebbe contribuire nei fatti ad una “coalizione pan-europea contro la catastrofe sociale”. Questa coalizione pan-europea non si costituirà in un unico fronte, quello socio-economico, ma avrà anche altri fronti come l’anti-razzismo, l’antimilitarismo, la pace, la democrazia e l’ecologia.
L’Europa al bivio
Gli avvenimenti degli ultimi tre anni, confermano i risultati presentati al Congresso di fondazione di SYRIZA sulla portata e la profondità della crisi europea. La posizione del Congresso per una rifondazione dell’UE, resta di grande attualità. La crisi finanziaria ed economica internazionale, che almeno temporaneamente appare rallentata negli Stati Uniti, continua nell’UE e sotto certi aspetti aumenta, mettendo in evidenza le contraddizioni del sistema di integrazione europea. La crisi, insieme alla resistenza popolare nei paesi dell’UE, mette in discussione la coesione dell’alleanza dei Conservatori e Socialdemocratici che ha egemonizzato negli ultimi decenni il corso dell’integrazione europea.
Ma anche per quello che riguarda la sua posizione nello scenario mondiale, l’UE è in crisi. C’è una forte tendenza a trasformare l’Unione europea in un centro imperialista sotto la guida della Germania. A questo puntano le tendenze a rafforzare il potere militare dell’Unione e a intervenire militarmente in modo autonomo o in collaborazione con la NATO. La Sinistra Europea invece persegue una strada opposta: quella di trasformare l’Unione in un polo di politica pacifista e di democrazia.
La crisi ucraina e le altre crisi hanno messo in evidenza il rifiuto della leadership europea di presentare la stessa unione come un polo di pace duratura e di stabilità per l’intero continente europeo e per i paesi nelle sue immediate vicinanze (Mediterraneo – Medio Oriente). La crisi ucraina, vista come un problema paneuropeo, è il risultato, al di fuori delle contraddizioni interne della stessa Ucraina, anche della contraddizione rappresentata dal fatto che questo paese si trova al centro di una forte contrapposizione di interessi tra la Russia e i principali paesi Occidentali. La Sinistra europea ha costantemente sostenuto la risoluzione pacifica della crisi, sulla base degli accordi di pace a Minsk, con il contributo dell’OSCE.
Le conseguenze della crisi pluri- dimensionale all’interno e all’esterno dell’UE portano alla ricomparsa e la crescita, con forti percentuali elettorali, delle forze xenofobe, di sessiste, razziste e neonaziste, che stanno portando alla recente ondata di islamofobia, in particolare dopo gli attacchi terroristici dell’ISIS a Parigi e Bruxelles. Evidentemente, l’estremo fondamentalismo islamico è un grave rischio internazionale, ma non può essere affrontato nè attraverso nuove guerre, basate sulla teoria guerrafondaia dello “scontro di civiltà”, né con interrogativi come ” o la sicurezza o la democrazia “, che provengono dai circoli dominanti dell’Europa. La minaccia della destra può essere contrastata con concessioni alla sua ideologia. (non si capisce….)
La Grecia, per la sua stessa posizione geopolitica può svolgere un ruolo importante nell’attuale congiuntura. La scelta multidimensionale e attivamente pacifista della sua politica estera – con la partecipazione a processi di sostegno alla pace e alla smilitarizzazione e denuclearizzazione internazionale – rappresenta un pre-requisito per la ripresa in termini economici ed ecologici con il progresso sociale e, naturalmente, costituisce l’unica road map per il nostro partito.
La questione dei profughi e degli immigrati rappresenta il maggior problema globale ed europeo, non solo è il risultato delle guerre e dell’assenza di democrazia, unite alle enormi disuguaglianze internazionali, ma vede lo sviluppo crescente di fenomeni reazionari ed estremisti e del fondamentalismo religioso.
La cosiddetta “crisi dei rifugiati”, che in realtà è una crisi dell’attuale sistema internazionale ingiusto e anti democratico, rivela l’evidente fallimento delle politiche europee sia nell’affrontare la questione degli immigrati-profughi attraverso una politica di integrazione degli migranti e dei rifugiati nelle società europee sia nelle relazioni dell’UE con il resto del mondo. La Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’UE (PESC) continua a muoversi nell’orbita dell’atlantismo, rendendo così problematica la progettazione e realizzazione di una nuova politica dell’Unione per il Medio Oriente e il Mediterraneo . Si richiede soprattutto un piano di pace dell’UE per il Medio Oriente e il Mediterraneo, con il contributo della Grecia. Un programma, che al suo nucleo sarà come obbiettivo di ricucire l’esplosivo divario Nord-Sud nel Mediterraneo e la costruzione di nuove relazioni con il continente africano.
La questione dei rifugiati ha messo in evidenza non solo l’assenza di una politica pacifista da parte dell’UE, ma anche la necessità di una cooperazione inter-balcanica in termini di co-sviluppo e di sicurezza comune. Le tensioni bilaterali generate dalle questioni dei rifugiati e dei migranti, hanno sottolineato questa necessità.
Riteniamo che all’interno di questo delicatissimo problema il governo greco si sia mosso nel complesso in modo giusto. Ha abolito il precedente regime disumano ed illegale, ha chiesto il cambiamento radicale della politica migratoria dell’UE, ha spinto per sviluppi paneuropei e ha contribuito al risveglio delle società europee, mettendo in evidenza la richiesta di una risposta veramente comune europea alla crisi.
Rifondazione dell’UE
Lo slogan “Una nuova Europa per un nuovo mondo”, guadagna oggi maggior valore e richiede principalmente di contrastare in modo pratico ed efficace l’egemonia del neoliberismo, che porta alla militarizzazione dell’UE. Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di far emergere l’orizzonte pan-europeo delle lotte della Sinistra, dell’Ecologia e della Pace.
SYRIZA e il Partito della Sinistra Europea insistono sulla rifondazione dell’Unione europea, a cominciare dall’obiettivo centrale della difesa del “modello sociale europeo”, che è in costante diminuzione, mentre la sua abolizione equivale ad una controrivoluzione culturale. Invece la rifondazione dell’UE dovrà essere basata sull’attivazione e l’espansione delle istituzioni e delle procedure democratiche, e avrà un chiaro contenuto sociale a favore delle persone socialmente deboli sarà una rivoluzione culturale per l’intera Europa. La “rifondazione UE” con questo contenuto è l’unica speranza per salvare l’Unione e le società europee dal flagello del Trattato Transatlantico di Partenariato per il Commercio e gli Investimenti (TTIP).
Gli equilibri di forza esistenti nell’UE e più in generale in Europa, non favoreggiano ancora le forze di Sinistra. Resta e si intensifica la crisi di legittimità democratica, con la svalutazione del ruolo del Parlamento europeo, e con i parlamenti nazionali al ruolo di convalidare decisioni prese in modo antidemocratico, all’ombra dei popoli e dei loro rappresentanti eletti.
Le forze dominanti dell’UE “affrontano” la crisi abbandonando principi dichiarati fondamentali per l’integrazione europea, ignorano aspetti importanti del diritto comunitario primario. È ora che la Sinistra e tutte le forze democratiche mettono come priorità la difesa e l’espansione della democrazia nell’UE. Ciò richiede di rivendicare un’Europa dei Diritti, in cui i diritti politici e sociali saranno considerati indivisibili e interdipendenti.
SYRIZA anche prima di arrivare al governo non solo aveva individuato i processi nel Sud Europa, ma aveva anche sostenuto la prospettiva di un altro percorso per il paese, nella prospettiva di un governo progressista in Grecia, con altri paesi, governi, partiti politici, la Sinistra del Sud Europa. Gli eventi hanno confermato questa valutazione. Oggi i processi e gli sviluppi nell’UE richiedono il rafforzamento della cooperazione nel sud Europa. La rifondazione e dell’UE passano attraverso la cooperazione e il rafforzamento politico, non solo della Sinistra pan-europea ma anche dell’Europa del Sud nel contesto dell’integrazione europea.
Quale Sinistra nel XXI secolo?
La II Congresso di SYRIZA si chiama di confermare la Dichiarazione dei Principi del nostro Congresso di fondazione. Come un partito di Sinistra moderna e rigenerativa, dobbiamo cercare con la nostra attività quotidiana una nostra visione di fronte ad un contesto complesso, contraddittorio, di sfruttamento e di alienazione del capitalismo di oggi (a livello nazionale, europeo ed internazionale), senza perdere il principale valore antropocentrico creato per due secoli la Sinistra. La politicamente organizzata Sinistra, è un’espressione politica del movimento operaio, ha una storia di due secoli, durante i quali ha fatto “assalti al cielo”, era protagonista alle rivoluzioni sociali e di liberazione nazionale. Agli inizi del ventesimo secolo è stata una profonda spaccatura tra le sue fila a causa dell’adesione di una sua gran parte dalla parte della guerra durante la Prima Guerra Mondiale.
Le due tendenze che sono formate, la socialdemocratica e la comunista, ciascuna a suo modo, non sono riuscite a mettere in pratica la visione della liberazione sociale e umana. Il crollo del “socialismo reale” nel 1989-90, ha portato ad una crisi di tutta la Sinistra, indipendentemente dai suoi partiti e delle sue espressioni. Dalla crisi scattò la richiesta e l’obbiettivo per la creazione di una nuova Sinistra, non solo per superare le due precedenti correnti elevate, ma anche per avere una nuovo fisiognomia, e caratteristiche, con la sintesi delle idee e dei valori del movimento operaio, con quelli dell’ecologia, il femminismo e gli altri movimenti sociali contemporanei. SYRIZA è l’espressione di questa esigenza di rifondazione e ricostruzione delle correnti del movimento operaio e della Sinistra.
Gli stessi sviluppi internazionali ed europei al livello socio-economico, ma anche la crisi ambientale hanno ampliato la portata di azione della Sinistra e le sue potenziali alleanze e pertanto politiche. Allo stesso tempo, emerge sia l’impostazione dell’orizzonte paneuropeo e planetaria della Sinistra e del suo programma.
L’attuale crisi globale multidimensionale evidenzia l’impasse del capitalismo e il fallimento del dogma di Thatcher «Non c’è alternativa», la cosiddetta dottrina TINA (There Is No Alternative). Per salvare l’Europa e il mondo, abbiamo bisogno di un radicale cambiamento sociale e politico, che nelle condizioni attuali non è sufficiente di limitarsi il livello nazionale. Abbiamo quindi bisogno di un nuovo e moderno internazionalismo della Sinistra. Un internazionalismo basato sui risultati storici conquistati, capace di valutare le nuove conoscenze e tecnologie che emergono come principali fattori di mobilitazione politica.
L’emergere di una serie di contraddizioni e conflitti, che sono circoscritte anche dal punto di vista di classe, non si limitano in questa base, ma aiutano alla creazione di raggruppamenti politici oltre i tradizionali partiti rappresentativi e sindacati, aiutano alle nuove decentrate, tematiche e flessibili forme di mobilitazioni popolari e di azione politica. Tutto questo cambia la scena politica centrale ma anche il concetto di politica, liberando grandi strati della popolazione e, soprattutto, di molti gruppi di donne e di giovani dalle forme tradizionali di integrazione politica. Nel frattempo, altri si allontanano dalla politica creando una crisi di rappresentanza dalla crisi e di declino della democrazia, mentre altri si spostano verso posizioni radicali che portano a sviluppi progressisti.
In Grecia, la crisi di rappresentanza politica aveva cominciato a manifestarsi prima dai Memorandum, ma si è ingigantita nel corso della loro applicazione. I suoi sintomi sono, tra gli altri, l’indebolimento senza precedenti per gli standard dopo la caduta della dittatura del del sistema bipartitico, il declino di alcune forme di organizzazione del partito, lo sbiadimento in gran parte della società della linea di divisione tra sinistra e destra, dal momento che questa era ridotta al sistema bipartitico ormai consolidato. C’è stata anche la depoliticizzare dei giovani e un chiaro ritiro delle rivendicazioni del genere, e la generale mancanza di fiducia nel sistema politico, la crisi e la massiccia fuga dal sindacalismo tradizionale, una svolta, seppur limitata, alle nuove forme autonome di organizzazione operaia e sociale. I successi elettorali di SYRIZA sono il risultato del fatto che tempestivamente aveva capito questi sviluppi, e che è stato in grado di esprimere la lotta di classe e la lotta contro i memorandum del popolo greco.
Il neoliberismo ha aumentato le disuguaglianze e ha minato la democrazia. La crescente disuguaglianza sociale mina l’egalitarismo e la stessa uguaglianza del diritto di voto. La globalizzazione neoliberista disidrata le istituzioni rappresentative. Con questo contesto, nel mondo di oggi la democrazia interessa i pochi come guscio e pretesa di potere. Invece, per molti diventa rivendicazione. Quando i molti sono oppressi, l’affermazione e la rivendicazione della democrazia diventa il veicolo della penetrazione nel mondo dei possedenti e le sue istituzioni la rivendicazione di un cambiamento radicale.
Programma di Sinistra, alleanze sociali e politiche
La Sinistra del periodo della Guerra Fredda, aveva subito insuccessi teorici e sconfitte politiche a livello internazionale. La Sinistra radicale ha quindi il compito di ridondare in chiave moderna un programma di rovesciamento che rappresenta i cambiamenti a lungo termine nella società e le attuali condizioni critiche. Il partito moderno della Sinistra non si trova distante agli strati popolari con un ruolo di “guida politica e portatore di linea” e non si incorpora nel governo. Rappresenta le forze del lavoro salariato e di altri ceti popolari, organizza l’alleanza con la tradizionale e la nuova piccola borghesia che schiaccia l’aggressivo neoliberismo, ha collegamenti organici con i movimenti sociali e cerca la più ampia alleanza politica e sociale possibile per la trasformazione sociale .
Il programma e gli obiettivi particolari della Sinistra emergono dalle rivendicazioni e le lotte dei molti e acquistano forma in un’analisi scientifica e la sua applicazione in pratica. Quindi, si specializza in ogni giunto della vita sociale e in questo modo il partito di Sinistra organizza le lotte sociali e politiche e cerca di ottenere la maggioranza del popolo e il potere politico.
Il carattere di classe del voto di SYRIZA nelle elezioni di gennaio e di settembre dimostra che i lavoratori, i disoccupati, i giovani uomini e donne sono la spina dorsale della grande alleanza sociale che cerca il partito. Nella società cerchiamo di tenere il passo in modo formale e informale con i movimenti e le parti della popolazione colpita dalla recessione. A livello politico, cerchiamo di creare le condizioni per accordi di programma e per tenere il passo con tutte le forze della Sinistra. Inoltre, cerchiamo alleanze e tenere il passo con i partiti e i movimenti che si riferiscono alla socialdemocrazia, se esenti da impegni con il vecchio sistema dei partiti e il neoliberismo, e con espressioni politiche del movimento ecologista e ambientalista, prima di tutto con il partito dei Verdi.
Il XX secolo ci ha insegnato che il socialismo non può esistere se non è democratico. L’abolizione della proprietà capitalistica da sola non è sufficiente per costruire la nuova società. Il socialismo del XXI secolo significa democrazia in ogni aspetto della vita, l’economia, le banche, le grandi unità produttive, nelle istituzioni e le fondazioni. Seconda componente del programma di sinistra è quindi la continua espansione e l’approfondimento della democrazia. La democratizzazione dello Stato, del governo, dell’Istruzione e della Cultura ha bisogno di essere combinata con le istituzioni multiformi di democrazia diretta, in modo che gran parte della politica sociale passa gradualmente ai processi collettivi. La democrazia abbraccia quindi tutti gli aspetti della vita sociale e si trasforma da un processo istituzionale ad una nuova forma di vita, con una forte dimensione di genere. Eppure, questa lotta contiene continue rotture democratiche, il trasferimento di competenze e risorse alle nuove istituzioni di democrazia diretta che cambiano i rapporti di forza nella società. La lotta per l’allargamento e l’approfondimento della democrazia è un elemento della lotta per il socialismo, l’aiuta e allo stesso tempo crea le condizioni per la sua esistenza.
La trasformazione democratica della società dovrebbe imparare dalle diverse iniziative e azioni dell’ organizzazione sociale autonoma e sostenere la fioritura di tali iniziative. In questo senso, ogni politica di governo deve essere adattata agli assi di uguaglianza e di democrazia e controllata per la sua parzialità di classe. La continua riduzione delle disuguaglianze, il miglioramento della vita quotidiana dei cittadini e l’espansione e l’approfondimento della democrazia costituiscono il contenuto dello sforzo quotidiano della Sinistra radicale del nostro tempo.
Testo tratto dalle tesi per il 2o Congresso di SYRIZA: Politica europea ed internazionale
Fonte e traduzione di Argiris Panagopoulos
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