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Le elezioni vanno e vengono, ma le rivoluzioni non finiscono mai

di Bernie Sanders  – Le elezioni vanno e vengono. Ma le rivoluzioni politiche e sociali che tentano di trasformate la nostra società non finiscono mai. Continuano ogni giorno, ogni settimana e ogni mese nella lotta per creare una nazione di giustizia sociale ed economica. E’ questo il compito del movimento sindacale. E’ questo il compito del movimento per i diritti civili. E’ questo il compito del movimento delle donne. E’ questo il compito del movimento per i diritti degli omosessuali. E’ questo il compito del movimento per l’ambiente. Ed è stato di questo che si è occupata l’attuale campagna elettorale da un anno a questa parte. E’ questo il compito della rivoluzione politica ed è per questo che la rivoluzione politica deve continuare nel futuro. I veri cambiamenti non arrivano mai dall’alto, né sono decisi nei salotti di ricchi sostenitori della campagna. Si verificano sempre dal basso, quando decine di milioni di persone dicono “quando è troppo è troppo” e si impegnano nella lotta per la giustizia.
E’ questo il compito della rivoluzione politica che abbiamo contribuito ad avviare. E’ per questo che la rivoluzione politica deve continuare.
Quando abbiamo avviato questa campagna poco più di un anno fa non avevamo alcuna organizzazione politica, non avevamo soldi ed eravamo scarsissimamente noti. I media avevano deciso che eravamo una campagna marginale. Nessuno pensava che saremmo arrivati da qualche parte.
Beh, molto è cambiato nel giro di un anno.
Nel corso di questa campagna abbiamo conquistato più di 12 milioni di voti. Abbiamo vinto 22 primarie statali e caucus. Ci siamo arrivati molto vicini – un paio di punti o meno – in cinque altri stati.
In altre parole, la nostra visione del futuro di questo paese non è un qualche genere di idea estremista. Non è un’idea radicale. E’ opinione comune. E’ ciò in cui credono milioni di statunitensi e che vogliono veder realizzato.
E in questa campagna è successo qualcos’altro di straordinariamente importante che mi rende molto ottimista sul futuro del nostro paese; qualcosa che, francamente, non avevo previsto. In virtualmente ogni stato in cui ci siamo battuti abbiamo conquistato la schiacciante maggioranza dei voti di persone dai 45 anni in giù, a volte, mi sia permesso dirlo, con numeri enormi. Queste sono le persone che sono decise a plasmare il futuro di questo paese. Queste sono le persone che SONO il futuro di questo paese.
Insieme, in questa campagna, 1,5 milioni di persone si sono presentate alle nostre manifestazioni e alle nostre assemblee cittadine in quasi ogni stato del paese.
Insieme centinaia di migliaia di volontari hanno fatto 75 milioni di telefonate sollecitando i loro concittadini all’azione.
Insieme i nostri promotori hanno bussato a più di 5 milioni di porte.
Insieme abbiamo condotto 74.000 riunioni in ogni stato e territorio di questo paese.
Insieme 2,7 milioni di persone hanno offerto più di 8 milioni di contributi individuali alla nostra campagna, a questo punto più contributi di qualsiasi altra campagna nella storia degli Stati Uniti. Sorprendentemente il grosso di tali contributi è venuto da lavoratori e persone a basso reddito le cui donazioni sono state in media di 27 dollari. In un modo senza precedenti abbiamo dimostrato che potevamo condurre una forte campagna nazionale senza dipendere dagli interessi dell’alta finanza la cui avidità ha causato così tanti danni al nostro paese.
E consentitemi un ringraziamento speciale per il sostegno finanziario che abbiamo ricevuto da studenti in lotta per rimborsare i loro prestiti universitari, da anziani e da veterani invalidi dipendenti dalla previdenza sociale, da lavoratori che guadagnano salari da fame e persino da disoccupati.
In ogni singolo stato in cui ci siamo presentati abbiamo affrontato virtualmente l’intera dirigenza politica: senatori USA, membri del Congresso, governatori, sindaci, parlamentari statali e capi locali di partito. Ai relativamente pochi dirigenti eletti che hanno avuto il coraggio di schierarsi con noi io dico grazie. Dobbiamo continuare a lavorare insieme nel futuro.
Questa campagna non ha mai avuto per oggetto un qualsiasi singolo candidato. E’ sempre stata per cambiare gli Stati Uniti.
Ha come fine cancellare un sistema di finanziamento delle elezioni che è corrotto e consente ai miliardari di comprarsi le elezioni.
Ha come fine cancellare il grottesco livello di ricchezza e di disuguaglianza di reddito cui stiamo assistendo, in cui tutta la nuova ricchezza e i nuovi redditi vanno a chi sta al vertice, dove le 20 persone più ricche possiedono più ricchezza dei 150 milioni che stanno più in basso.
Ha come fine creare un’economia che funzioni per tutti noi, no solo per l’un per cento.
Ha come fine cancellare la disgrazia dei nativi americani che vivono nella riserva di Pine Ridge, South Dakota, avendo un’aspettativa di vita minore che in molti paesi del terzo mondo.
Ha come fine cancellare l’incredibile disperazione che esiste in molte parti di questo paese dove – in conseguenza di disoccupazione, bassi salari, suicidi, droga e alcol – milioni di statunitensi oggi stanno morendo, in modo astorico, a un’età inferiore a quella dei loro genitori.
Ha come fine cancellare la disgrazia di avere il livello di povertà infantile più elevato di quasi ogni altro grande paese del pianeta di avere sistemi scolastici pubblici nei quartieri poveri che sono totalmente inadeguati ai nostri bambini, dove i ragazzi hanno oggi maggiori probabilità di finire in carcere che di finire con una laurea universitaria.
Ha come fine cancellare la sciagura di milioni di milioni di immigrati illegali in questo paese che continuano a vivere nella paura e sono quotidianamente sfruttati nel loro lavoro solo perché non hanno diritti legali.
Ha come fine cancellare la sciagura di decine di migliaia di statunitensi che muoiono ogni anno di malattie curabili perché o sono privi di assicurazione sanitaria, o hanno franchigie elevate o non possono permettersi il costo vergognosamente alto dei farmaci su ricetta di cui hanno bisogno.
Ha come fine cancellare la sciagura di centinaia di migliaia di giovani brillanti che non hanno la possibilità di iscriversi all’università perché le loro famiglie sono povere o appartenenti alla classe lavoratrice, mentre milioni di altri si dibattono in livelli soffocanti di debito studentesco.
Riguarda por fine al dolore di una giovane madre single in Nevada che in lacrime mi racconta che non sa come lei e sua figlia possono farcela con 10,45 dollari l’ora. E alla realtà che oggi milioni di nostri concittadini statunitensi lavorano per salari da fame.
Riguarda por fine alla sciagura di una madre di Flint, Michigan, che mi racconta che cosa è successo allo sviluppo intellettuale di suo figlio in conseguenza del piombo nell’acqua di quella città, di molte migliaia di case in California e in altre comunità dove non si può bere l’acqua inquinata proveniente dai loro rubinetti.
Negli Stati Uniti. Nell’anno 2016. In una nazione in cui le infrastrutture vanno a pezzi davanti ai nostri occhi.
Riguarda por fine alla sciagura dei troppi veterani che ancora dormono per strada, dei senzatetto che aumentano e delle decine di milioni di statunitensi che, a causa della mancanza di case accessibili, pagano il 40, 50 per cento o più del loro limitato reddito per avere un tetto sopra la testa.
Riguarda por fine alla sciagura delle imprese che, in un dato anno, conseguono miliardi di profitti evitando di versare un centesimo di imposte perché accumulano i loro soldi nelle Isole Cayman e in altri paradisi fiscali.
Questa campagna ha come fine sconfiggere Donald Trump, il candidato Repubblicano alla presidenza. Dopo secoli di razzismo, sessismo e discriminazioni di ogni genere nel nostro paese non abbiamo bisogno di un candidato di un grande partito che fa dell’intolleranza la pietra angolare della sua campagna. Non possiamo avere un presidente che insulta messicani e latinoamericani, mussulmani, donne e afroamericani. Non possiamo avere un presidente che nel mezzo di così tanta disuguaglianza di reddito e di ricchezza vuole concedere centinaia di miliardi di agevolazioni fiscali agli ultra-ricchi. Non possiamo avere un presidente che, nonostante tutte le prove scientifiche, crede che il cambiamento climatico sia una bufala.
Il principale compito politico che abbiamo di fronte nei prossimi cinque mesi è assicurarci che Donald Trump sia sconfitto, e sconfitto di brutto. E io personalmente intendo avviare il mio ruolo in tale processo in un brevissimo arco di tempo.
Ma sconfiggere Donald Trump non può essere il nostro solo obiettivo. Dobbiamo proseguire i nostri sforzi nella base per creare gli Stati Uniti che sappiamo possiamo diventare. E dobbiamo portare tale energia nella Convenzione Nazionale Democratica del 25 luglio a Filadelfia, dove avremo più di 1.900 delegati.
Ho recentemente avuto l’occasione di incontrare il Segretario Clinton e di discutere di alcuni problemi importantissimi che il nostro paese e il Partito Democratico hanno di fronte. Non è un segreto che il Segretario Clinton ed io abbiamo forti dissensi su alcuni problemi molto importanti. E’ anche vero che le nostre idee sono molto vicine su altri. Mi aspetto, nelle prossime settimane, che continuino discussioni tra le due campagne per accertarci che le nostre voci siano udite e che il Partito Democratico approvi la piattaforma più progressista della sua storia e che i Democratici combattano concretamente per tale programma. Aspetto anche di collaborare con il Segretario Clinton per trasformare il Partito Democratico in modo che divenga un partito dei lavoratori e dei giovani e non solo dei ricchi donatori alla campagna: un partito che abbia il coraggio di attaccare Wall Street, l’industria farmaceutica, l’industria dei combustibili fossili e altri potenti interessi speciali che dominano la nostra vita politica ed economica.
Come ho detto in tutta questa campagna il Partito Democratico deve appoggiare l’aumento del salario minimo federale a 15 dollari l’ora e creare milioni di posti di lavoro ricostruendo le nostre infrastrutture fatiscenti.
Dobbiamo garantire che le donne non guadagnino più 79 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini e che lottiamo per l’equità dei salari.
Dobbiamo lottare per garantire che le donne di tutto il paese abbiano il diritto di controllare i loro corpi.
Dobbiamo proteggere il diritto dei nostri fratelli e sorelle omosessuali all’uguaglianza matrimoniale in ogni stato degli Stati Uniti.
Come la recente tragedia di Orlando ha reso di una chiarezza cristallina, dobbiamo vietare la vendita e la distribuzione di armi d’assalto, por fine alla carenza delle leggi che consentono la vendita di armi senza controlli sull’acquirente e ampliare il controllo immediato dei precedenti.
Dobbiamo sconfiggere il Partenariato Trans-Pacifico e assicurarci che tale cattivo accordo commerciale non ottenga il voto in una sessione del Congresso con il presidente in decadenza.
Dobbiamo opporci a tutti i tentativi di tagliare la Previdenza Sociale e, in realtà, ampliarne i benefici ai nostri anziani e veterani invalidi.
Dobbiamo capire che l’avidità, l’avventatezza e i comportamenti illegali di Wall Street devono finire, che dobbiamo approvare una moderna legge Glass-Steagall e che dobbiamo scorporare le maggiori istituzioni finanziarie di questo paese che non solo restano troppo grandi per fallire ma che impediscono il genere di vigorosa competizione richiesta da un sistema finanziario sano.
Dobbiamo combattere aggressivamente il cambiamento climatico e trasformare il nostro sistema energetico, passare all’efficienza energetica e all’energia sostenibile e imporre una tassa sul carbonio. Significa che, al fine di proteggere le nostre risorse idriche, mettiamo al bando la fratturazione idraulica.
Dobbiamo competere efficacemente nell’economia globale rendendo gratuite le iscrizioni ai college e alle università pubbliche e ridurre in misura sostanziale il debito studentesco.
Dobbiamo unirci al resto del mondo industrializzato e garantire assistenza sanitaria a tutti come diritto e non come privilegio.
Dobbiamo por fine alla sciagura di avere in carcere più persone che in qualsiasi altro paese del mondo e passare a una reale riforma della giustizia penale a livello federale, statale e locale.
Dobbiamo approvare una riforma generale dell’immigrazione e aprire una via alla cittadinanza per 11 milioni di immigrati illegali.
Dobbiamo avere un occhio critico per gli sprechi, gli sforamenti dei costi e le inefficienze di ogni branca del nostro governo, compreso il Dipartimento della Difesa. E dobbiamo accertarci che i nostri coraggiosi soldati e soldatesse nell’esercito non siano gettare in una guerra perpetua in Medio Oriente e in guerre altrove che non dovremmo combattere.
Ma la rivoluzione politica significa molto più che batterci per i nostri ideali alla Convenzione Nazionale Democratica e sconfiggere Donald Trump.
Significa, a ogni livello, continuare a batterci per rendere la nostra società una nazione di giustizia economica, sociale, razziale e ambientale.
Significa che non possiamo più ignorare il fatto che, sfortunatamente, l’attuale dirigenza del Partito Democratico ha voltato le spalle a dozzine di stati di questo paese e ha permesso che in alcuni stati, tra cui alcuni dei più poveri degli Stati Uniti, politici di destra vincessero le elezioni praticamente senza opposizione. Il Partito Democratico deve avere una strategica per 50 stati. Possiamo non vincere in ogni stato domani, ma non vinceremo mai a meno di reclutare buoni candidati e sviluppare organizzazioni che siano in grado di competere efficacemente in futuro. Dobbiamo fornire risorse a quegli stati che sono stati così a lungo ignorati.
Cosa più importante, il Partito Democratico ha bisogno di una dirigenza che sia pronta ad aprire le sue porte e ad accogliere nei suoi ranghi lavoratori e giovani. E’ quella l’energia di cui abbiamo bisogno per trasformare il Partito Democratico, per attaccare gli interessi speciali e trasformare il nostro paese.
C’è un fatto nudo e crudo che va affrontato. Dal 2009 sono andati persi 900 seggi legislativi a favore dei Repubblicani in uno stato dopo l’altro in tutto questo paese. Di fatto il Partito Repubblicano oggi controlla 31 parlamenti statali e controlla i governatorati e i parlamenti di 23 stati. Questo è inaccettabile.
Dobbiamo cominciare a impegnarci a livello locale e statale in un modo senza precedenti. Centinaia di migliaia di volontari ci hanno aiutato a fare la storia politica nell’ultimo anno. Ci sono persone profondamente preoccupate per il futuro del nostro paese e delle loro stesse comunità. Ora abbiamo bisogno che molti di loro comincino a candidarsi nei consigli scolastici, nei consigli comunali, nelle commissioni di contea, nei parlamenti statali e per il governatorato. Le amministrazioni statali e locali prendono decisioni enormemente importanti e non possiamo permettere che le controllino sempre più Repubblicani di destra.
Spero molto che tanti di voi che ascoltate stasera siano preparati a impegnarsi a tale livello. Vi prego di visitare il mio sito web berniesanders.com/win per saperne di più su come candidarvi efficacemente a cariche o impegnarvi in politica a livello locale o statale. Non ho dubbi che con l’energia e l’entusiasmo dimostrati dalla nostra campagna potremo conquistare numeri considerevoli di elezioni statali e locali se le persone saranno pronte a coinvolgersi. Spero anche che le persone prenderanno in seria considerazione la possibilità di candidarsi a cariche statali e al Congresso USA.
E quando parliamo di trasformare gli Stati Uniti non è solo questione di elezioni. Molti dei miei colleghi Repubblicani ritengono che il governo sia il nemico, che dobbiamo svuotare e privatizzare virtualmente ogni aspetto del governo, che si tratti di Previdenza Sociale, del programma Medicare, dell’Agenzia dei Veterani, dell’Ente per la Protezione dell’Ambiente, delle Poste o dell’istruzione pubblica. Dissento con forza. In una società democratica civilizzata il governo deve svolgere un ruolo enormemente importante nel proteggere tutti noi e il nostro pianeta. Ma perché il governo funzioni con efficienza ed efficace dobbiamo attirare persone grandi e dedicate di ogni estrazione sociale. Abbiamo bisogno di persone che siano dedicate al servizio pubblico e possano fornire i servizi di cui abbiamo bisogno con alta qualità ed efficienza.
Quando parliamo del programma di assistenza sanitaria Medicare per tutti e del bisogno di assicurare che tutto il nostro popolo fruisca di assistenza sanitaria di qualità, significa che ci servono decine di migliaia di nuovi medici, infermiere, dentisti, psicologi e altro personale medico, preparati a operare in aree in cui oggi le persone sono prive di accesso a tale assistenza.
Significa che abbiamo bisogno di centinaia di migliaia di persone che diventino assistenti dell’infanzia e insegnanti in modo che i nostri piccoli ricevano la miglior istruzione disponibile al mondo.
Significa che mentre combattiamo il cambiamento climatico e trasformiamo il nostro sistema energetico abbandonando i combustibili fossili, abbiamo bisogno di scienziati e ingegneri e imprenditori che ci aiutino a rendere l’efficienza energetica, l’energia solare, l’energia eolica, quella geotermica e altre tecnologie in via di sviluppo le più efficienti e migliori possibili in termini di rapporto costi/benefici.
Significa che mentre ricostruiamo le nostre infrastrutture fatiscenti, abbiamo bisogno di milioni di operai edili specializzati di ogni genere.
Significa che quando parliamo di far crescere la nostra economia e creare posti di lavoro, abbiamo bisogno di grandi imprenditori che siano in grado di produrre e distribuire i prodotti e servizi di cui abbiamo bisogno in un modo che rispetti i loro dipendenti e l’ambiente.
In altre parole abbiamo bisogno di una nuova generazione di persone attivamente impegnate nel servizio pubblico che siano pronte a garantire la qualità della vita che il popolo statunitense merita.
Lasciatemi concludere ringraziando ancora una volta tutti quelli che hanno contribuito a questa campagna in un modo o nell’altro. Abbiamo iniziato il processo lungo e arduo di trasformare gli Stati Uniti, una lotta che continuerà domani, la prossima settimana, l’anno prossimo e nel futuro.
La mia speranza è che quando gli storici del futuro guarderanno indietro e descriveranno come il nostro paese ha progredito nell’invertire la deriva all’oligarchia e ha creato un governo che rappresenta tutti e non solo i pochi, noteranno che, in misura considerevole, quello sforzo è iniziato con la rivoluzione politica del 2016.
Grazie infinite.

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo
Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/the-political-revolution-continues/
Originale: berniesanders.com
Traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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