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Elezioni amministrative 2016, alle 12 affluenza attorno al 20%

Tredici milioni di italiani chiamati alle urne in 1.342 comuni. Si vota in 7 comuni capoluogo di Regione e in 18 capoluogo di provincia, dove sono complessivamente 186 candidati a sindaco Seggi aperti dalle 7.00 alle 23.00. Test importante per i principali partiti: per il Pd che si avvia alla campagna referendaria, per il M5S chiamato alla sfida di Roma e per il centrodestra in cerca di un leader
di F. Q. | ilfattoquotidiano.it
Oltre 13 milioni di italiani sono chiamati a rinnovare le amministrazioni comunali e a eleggere il primo cittadino di 1.342 comuni, di cui 7 comuni capoluogo di Regione: Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, Cagliari e Trieste. Alle 12 l’affluenza, in base ai dati disponibili sul sito del ministero dell’Interno, era attorno al 20%. A Roma ha votato quasi il 21% degli aventi diritto, oltre un punto e mezzo in più di Milano dove l’asticella si è fermata al 19%. Molto al di sotto della media nazionale Torino, dove l’affluenza è stata appena del 14%.

I candidati sindaco di Roma Roberto Giachetti (Pd) e Stefano Fassina (Sinistra italiana), quelli di Milano Giuseppe Sala (Pd) e Gianluca Corrado (M5) quelli di Torino Piero Fassino (centrosinistra) e Chiara Appendino (M5S) hanno votato questa mattina. Giachetti è andato al seggio in via Fonteiana, nella Capitale, verso le 10. Come Fassino, che ha votato nel suo seggio alla scuola media Ugo Foscolo del capoluogo piemontese, e la Appendino, accreditata dai sondaggi come la principale sfidante del primo cittadino uscente. che si è presentata alla sezione 335 della scuola Pacinotti, in via Vidua 1, accompagnata dal marito e spingendo la carrozzina con la figlia di pochi mesi. Fassina ha votato al seggio allestito nella scuola di via Bonghi, a due passi da via Merulana, accompagnato dalla moglie e dai due figli più piccoli. Davanti al seggio ha incontrato il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini (Pd). Alle urne anche Silvio Berlusconi, che fuori dal seggio di piazza del Collegio Romano a Roma ha sostenuto: “La mia sopravvivenza a 73 processi la definirei eroica. Pensate che invece di andare a donne ho fatto tre pomeriggi alla settimana con i miei avvocati. Non vorrei che qualcuno pensasse…”.

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L’affluenza alle precedenti tornate – Alle Europee del 2014 è andato alle urne il 58,69% degli elettori. A Milano l’affluenza è stata del 60%, a Torino del 64,14%, a Roma del 51,99%. Alle elezioni Regionali, nel 2013, ha votato il 73,63% dei milanesi e il 69,38% dei romani. Nel 2014, sempre per le Regionali, a Torino si sono espressi il 62,82% dei cittadini, contro il 40,61% dei napoletani. A Bologna l’affluenza si è fermata invece al 39,74%.

Come, dove e quando si vota – Si vota dalle 7.00 alle 23.00, nelle regioni a statuto ordinario e in Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia, per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali e dei consigli circoscrizionali. Rinnovo delle amministrazioni, oltre che nei sette capoluoghi di Regione, anche per 18 comuni capoluogo di provincia: Benevento, Brindisi, Carbonia, Caserta, Cosenza, Crotone, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona, Varese, Villacridro. Subito dopo lo spoglio delle schede. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno, sempre dalle 7.00 alle 23.00.

Nei 25 comuni capoluoghi di provincia e Regione attualmente sono 21 quelli governati da giunte di centrosinistra (Benevento, Bologna, Brindisi, Cagliari, Carbonia, Crotone, Grosseto, Isernia, Milano, Napoli, Novara, Olbia, Pordenone, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Torino, Trieste, Villacidro) e 4 quelli guidati dal centrodestra (Caserta cosenza, Latina, Varese).

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I candidati sindaci, sempre in questi comuni (escludendo Trieste e Pordenone, regioni a Statuto speciale i cui dati non sono gestiti dal Viminale) sono complessivamente 186, di cui 153 maschi (82,26%), 33 donne. Meno accentuato lo squilibrio tra i candidati consigliere: sono 16.388 i candidati di cui 9.240 maschi (56,38%); 7.148 candidate le candidate di sesso femminile (43,62%). Dei candidati a sindaco, 19 hanno tra i 18 e i 35 anni; 49 tra i 36 e i 45 anni; 64 tra i 46 e i 55 anni; 32 tra i 56 e i 64 anni; infine 22 oltre i 64 anni.

Dei 25 sindaci uscenti, nessuno ha meno di 36 anni e solo uno ha un’età compresa tra i 36 e i 45 anni; 11 hanno tra i 46 e i 55 anni; 8 tra i 56 e i 64 anni; 5 hanno oltre i 64 anni. Sono 7 i candidati sindaco a Benevento; 9 a Bologna; 6 a Brindisi; 7 a Cagliari; 6 a Carbonia; 8 a Caserta; 5 a Cosenza; 9 a Crotone; 8 a Grosseto; 9 a Isernia; 11 a Latina; 9 a Milano; 10 a Napoli; 7 a Novara; 5 a Olbia; 5 a Ravenna; 8 a Rimini; 13 a Roma; 10 a Salerno; 7 a Savona; 17 a Torino; 6 a Varese; 4 a Villacridro. Nei 23 comuni capoluogo di provincia al voto (escludendo Trieste e Pordenone) si sono presentate 284 liste civiche.

La sfida delle Comunali, sebbene il premier Matteo Renzi abbia più volte ribadito che non è un test sul governo, è destinata ad avere effetti importanti sui principali partiti italiani: sul Pd che si avvia alla cruciale campagna referendaria, sul M5S chiamato alla ‘prova del nove’ a Roma e su un centrodestra ancora in cerca di autore e in cui Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, nella Capitale soprattutto, misureranno il proprio ‘peso specifico’.

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