Terrorismo e controllo sociale:abbiamo prodotto il nostro nemico

Soldiers patrol the Rue Neuve pedestrian shopping street in Brussels on November 21, 2015. All metro train stations in Brussels will be closed on November 21, the city’s public transport network said after Belgium raised the capital’s terror alert to the highest level, warning of an “imminent threat”. As Europe tightens security a week on from the jihadist attacks in Paris that left 130 people dead, Belgium’s OCAM national crisis centre raised its alert level to 4 early on November 21, “signifying a very serious threat for the Brussels region”. AFP PHOTO / JOHN THYS (Photo credit should read JOHN THYS/AFP/Getty Images)
di Nicola Cucchi, sinistraineuropa – Dopo gli attentati a Bruxelles, seguiti a pochi mesi di distanza da quelli di Parigi, l’Europa si sente direttamente minacciata dal fondamentalismo islamico.Sappiamo bene come la costruzione dell’immaginario collettivo e dello spazio politico avvenga attraverso il controllo del linguaggio da parte dei media.

Le definizioni dei fenomeni non sono mai casuali, portano con loro un giudizio implicito, quindi non è un caso si parli di fondamentalismo solo in riferimento all’islam, mentre è in realtà un carattere essenziale di qualsiasi religione. Il discorso massmediatico, controllando il lessico, impone le parole d’ordine e orienta il pensiero pubblico verso una determinata immagine di islam, naturalmente aggressivo e violento.

C’è una parte fondamentale del racconto che viene rimossa: l’antagonismo radicale jihadista è storicamente una conseguenza dell’imperialismo occidentale, e negli ultimi decenni è stato alimentato dal disordine creato dalla dissoluzione dei poteri statuali filo-occidentali. Regimi dittatoriali finanziati dall’occidente, che hanno gradualmente annichilito la società civile, lasciando spazio solo a frange radicali, che così hanno potuto guadagnare consensi nei ceti impoveriti.

Per la destra nazionalista e identitaria europea è semplice ripetere il mantra dello “scontro di civiltà”. L’Islam viene fatto passare come una forza monolitica, unita in una guerra contro l’Occidente, e automaticamente si impone l’associazione tra le forze terroriste e i processi migratori in corso, dipinti come un’invasione entro i nostri confini.

Questo discorso falsa la realtà a vari livelli: non tiene conto dei milioni di islamici che vivono pacificamente da decenni in Occidente, e nasconde il fatto che l’Islam è un universo estremamente frastagliato al suo interno, comprende più di un miliardo di persone nel mondo, e conflittuale; non a caso le principali vittime del terrorismo sono islamiche.

Per districarci in questo caos e mettere a fuoco le ricadute per l’Europa di questi processi, vogliamo riprendere l’intervista fatta a Massimo Campanini daTermini Tv. La web tv dedicata alle stazioni e ai viaggi ha scelto uno dei più importanti conoscitori di pensiero islamico per capire cosa stia succedendo alle nostre società.

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